Skip to main content

Per quasi trent’anni, il cuore di Studio Fahrenheit ha battuto in un ambiente completamente buio, illuminato solo dalla luce rossa degli ingranditori.

Sviluppo e stampa bianco e nero, dalla pellicola al foglio di carta baritata. Bagni, tempi, temperature, agitazioni. Tutta quella fisicità — la chimica del D-76, la precisione del timer, il momento in cui l’immagine appare nella vaschetta — ci ha insegnato una cosa fondamentale: la stampa è un atto di interpretazione. Non è mai solo tecnologia. È giudizio, occhio, esperienza.

Abbiamo chiuso la camera oscura nel 2024. Non con rimpianto, ma con la consapevolezza di chi sa quando un capitolo è finito.

Quello che rimane — e non se ne va da nessuna parte — è tutto quello che quella stanza ci ha dato: la sensibilità per le mezzetinte, l’ossessione per il dettaglio nelle alte luci, il rispetto per il nero profondo. Oggi lo portiamo nelle nostre Epson di grande formato, nelle carte Hahnemühle e Canson, in ogni stampa fine-art che esce dallo studio.

La chimica è cambiata. L’approccio, no.

_________________________

L’unica lavorazione che manteniamo dalla tradizione analogica:

Provini digitali Scansione di rulli su scanner Eversmart Scitex Supreme.

Provini digitali

  • Provini digitali

Scansione del intero rullo con scanner piano Eversmart Scitex Pro II. Il file di 6000 px di lato lungo per il 135 mm e di 4700 px per il formato 120, viene inviato tramite WeTransfer e permette di visionare e scegliere le stampe da comunicare al laboratorio tramite mail, accorciando i tempi di lavorazione e allo stesso tempo dando la possibilità al cliente di utilizzare i singoli fotogrammi per la condivisione. Qui un esempio.