Florence Di Benedetto nasce a Bari nel 1975 da madre francese e padre italiano. Studia Belle Arti negli Stati Uniti, poi si diploma all’Istituto Italiano di Fotografia di Milano nel 1998. Inizia come fotografa di moda e still-life, collaborando anche come assistente di Maurizio Galimberti. Parallelamente sviluppa una ricerca personale sul confine tra fotografia e pittura: trasferimenti d’immagine su tela, paesaggi metropolitani, intervento manuale diretto sulla stampa attraverso la tecnica del rayage — il graffio sulla superficie come atto espressivo. Vive e lavora a Milano.
Espone al Ken Damy Museum of Contemporary Photography di Brescia (2001), alla Biennale di Parigi (2002), al MIA Fair di Milano. Nel 2011 è finalista al Premio Arte Laguna all’Arsenale di Venezia.
La festa è finita (2021) nasce durante il lockdown. Al centro c’è una grande luminaria salentina — la struttura delle feste di piazza del Sud Italia — fotografata in ambienti diversi. Il contrasto è tutto qui: un’immagine che richiama la memoria festiva dell’infanzia barese dell’artista, una scritta che dice l’opposto. Quattordici fotografie e la luminaria esposta alla Galleria Glauco Cavaciuti di Milano.
Il 2024 è un anno denso. A giugno espone a Pietrasanta, alla Galleria Susanna Orlando, con Vedere le cose — un omaggio a Morandi in cui la tecnica del rayage contamina la superficie delle stampe. A settembre inaugura Personale da Podbielski Contemporary a Milano (e poi Parigi, in occasione di Paris Photo), curata da Mauro Zanchi: tre progetti — Una relazione privata, che racconta una storia d’amore attraverso gli oggetti lasciati in una casa estiva; Cose, nato dallo svuotamento della casa familiare dopo la morte dei genitori; Life before me, 48 fotografie di cartoline spedite nel 1975, nei nove mesi prima della sua nascita.
Le sue stampe escono dal nostro studio su carta Hahnemühle Ultra Smooth e Photo Rag Baryta.

